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Ott

PAGINE CONTADINE. Recensione del libro “I semi e la terra. Manifesto per l’agricoltura contadina” di Davide Ciccarese

Il libro “I semi e la terra. Manifesto per l’agricoltura contadina” (Milano: Atraeconomia, 2013, p. 160) di Davide Ciccarese è una guida articolata e chiara per chi vuole conoscere la realtà dell’agricoltura contadina in Italia, a partire dall’esperienza delle reti contadine e alla luce degli ostacoli con cui si misura. 

The agronomist Davide Ciccarese in his book “I semi e la terra. Manifesto per l’agricoltura contadina” presents the world of peasant agriculture. First he describes the failure of modern agriculture, and he analyses the complex system of legislation on the subject. He then defines peasant agriculture as the only suitable and sustainable, as it reduces dependence on chemical pesticides, preserves the local varieties and furthers direct bonds between producers and consumers, defending food sovereignty. The book is a clear guide for those who want to learn about the peasant agriculture in Italy, starting from the experience of national and international peasant organizations, and it is also an instrument of knowledge sharing for those who practice it.”

L’Italia, al di fuori di alcune aree agroindustriali, è ricca di ‘sacche di resistenza’. Una linea gotica fatta di piccoli agricoltori, di una pluralità di sistemi agricoli e di modelli produttivi. In Italia sta rinascendo un movimento di contadini (che non vogliono farsi chiamare imprenditori agricoli) e che promuovono un’agricoltura genuina e passionale” (p.92).

“I semi e la terra. Manifesto per l’agricoltura contadina” di Davide Ciccarese – agronomo, specializzato in agricoltura periurbana e autore di diversi libri – racconta questa realtà dinamica in modo articolato e agevole. Lo fa anzitutto descrivendo lo sviluppo dell’agricoltura moderna e il fallimento ecologico e sociale delle sue promesse e addentrando con chiarezza il complesso mondo della legislazione in materia di agricoltura (dalle esigenze burocratiche della legislazione nazionale, alla Politica Agricola Comune, ai brevetti sui semi).

Il libro, a partire dal suo titolo, si inserisce nella viva discussione internazionale condotta da movimenti e reti contadine di tutto il mondo e centrata sull’uso politico della parola “contadino-a”, con il fine di valorizzare una produzione di tipo familiare orientata prioritariamente all’autoconsumo, unificando al contempo esperienze e pratiche diverse.

L’agricoltura contadina è “l’unica in grado di assicurare il cibo per tutti, in tutto il mondo” (p.14). L’unica giusta e sostenibile, poiché: – presenta un minore fabbisogno energetico rispetto a quella convenzionale e riduce la dipendenza da pesticidi chimici e fertilizzanti; – preserva  la fertilità dei suoli e le falde dell’acqua; – custodisce le varietà locali, maggiormente adatte all’ambiente e flessibili di fronte alle crisi; – alimenta saperi, relazioni e cambiamenti che non distruggono le tradizioni; – promuove legami diretti tra produttori e consumatori, forme di scelta basate sulla fiducia e sulla co-produzione; – considera la terra un bene comune e non una fonte di profitti, salvaguarda i diritti di chi produce, difende la sicurezza e la sovranità alimentari.

Il pregio fondamentale del libro risiede nell’adozione di un punto di vista decisamente radicato nell’esperienza delle organizzazioni contadine italiane e internazionali, tra cui: Rete Semi Rurali (che ha collaborato attivamente alla stesura del libro), Civiltà Contadina, La Via Campesina, Ifoam, Navdanya. Ne emerge un ritratto vibrante che è al contempo una guida, per chi vuole conoscere meglio la realtà dell’agricoltura contadina in Italia, e uno strumento di lotta e condivisione dei saperi per chi la vive e la pratica.

Mariateresa Muracca

muraca

Calabrese per scelta e nomade per vocazione, ho conseguito un dottorato di ricerca in Scienze Umane presso l’Università di Verona e l’Università Federale di Santa Catarina (in Brasile).
Sono attivista e studiosa di movimenti sociali. In particolare, negli ultimi anni, mi sono occupata
di movimenti femministi e contadini.

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