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PICCOLO COME UN SEME

Located in the South-East of Venezuela in a mining area, Ciudad Guyana is an industrial city without an agricultural and horticultural vocation. The CFG (Centro de Formacion Guyana) and the SVI (Servizio Volontario Internazionale) decided to pursue a challenge to make this city a land for gardens. The shared and collective commitment of parents, children, teachers and people of the community, led to the birth of urban organic gardens in suburban barrios. And so it was possible to collect not only the fruits of the earth, but also the rewards that come from being together and swapping knowledges: community organization and participation, awareness on the importance of healthy eating and the preservation of our Mother Earth.

Ciudad Guayana, sud est del Venezuela: città industriale con più di un milione di abitanti situata in una zona mineraria, senza una vocazione agricola e senza una cultura alimentare orticola, con una media di 37 – 38 gradi nella stagione secca… potrà mai essere terra per un buon orto? È la grande sfida che ormai da qualche anno unisce il Centro de Formacion Guayana – CFG, associazione locale che sviluppa programmi di formazione ed accompagnamento di processi organizzativi comunitari e di lavoratori, e il Servizio Volontario Internazionale – SVI, Ong di Brescia, con cui sono partita come volontaria internazionale tra il 2011 e il 2014.

Ecco alcune riflessioni che ho portato a casa…

Ebbene… “Sì, si può!” o forse si dovrebbe aggiungere anche un “Sì, si deve!” perché tutti mangiamo, in città come in campagna, per cui il problema dell’alimentazione non può essere relegato solo ai contadini ma anzi, soprattutto in questo momento storico, siamo chiamati ad essere non solo consumatori -e consumatori critici- ma anche produttori!

Produrre alimenti sani e di qualità, optare per il biologico senza l’uso di chimici e rispettando la natura, salvaguardare le sementi, non è una scelta che segue la moda del momento ma nasce dalla consapevolezza che è un impegno con la Vita, con la Madre Terra ed ora più che mai è un’urgenza di fronte alla situazione a livello mondiale.

L’alimentazione è diventata, da necessità e diritto fondamentale dell’uomo e dei popoli, ad uno dei tanti affari di un sistema in mano a poche multinazionali che per interessi economici e di potere controllano tutta la filiera alimentare dalle sementi al cibo che finisce sulle nostre tavole.

Questa coscienza ha spinto CFG e SVI non solo a pre-occuparsi di questo problema, ma ad occuparsi attivamente, soprattutto in un contesto come quello venezuelano in cui la maggioranza degli alimenti, e soprattutto delle sementi, sono importati e la sovranità alimentare diventa un imperativo.

E per affrontare una questione così grande la strada da percorrere non può che essere quella di partire… dal piccolo ma da un impegno condiviso e collettivo! Così sono nate le esperienze di orti biologici urbani – famigliari, comunitari e scolastici- nei barrios più periferici di Ciudad Guayana: dai tentativi di semenzai, trapianti, sistemi di compostaggio e di irrigazione etc… che poco a poco sono cresciuti grazie al sudore e alle mani sporche di terra di bambini, adolescenti, genitori, maestre, persone adulte della comunità!

E proprio per questo non si sono raccolti solo pomodori, insalata, melanzane, peperoni etc. ma soprattutto i frutti che nascono dallo stare e dal costruire assieme: organizzazione e partecipazione comunitaria, coscienza sull’importanza di una alimentazione sana e sulla salvaguardia della nostra Madre Terra.

I migliori frutti nascono dai semi che si sono seminati assieme e che dentro portano le sementi per il raccolto successivo, e così l’interscambio di conoscenze ed esperienze tra gruppi, il lavoro in rete e portato avanti insieme e con passione hanno fatto aprire altri cammini. Credendo nell’importanza di moltiplicare i saperi acquisiti e continuare a promuovere questo tipo di esperienze, si è istituito un corso di biennale per moltiplicatori socio- ambientali che ha formato una ventina di persone che stanno portando avanti questa importante sfida.

Ed inoltre già da due anni a fine maggio si realizza il “Trueque de semilla – Baratto di sementi, incontro di gruppi agro ecologici e socio produttivi in Ciudad Guayana”, un incontro nazionale per riscattare il baratto, lo scambio senza l’intermediazione del denaro, recuperando così il valore delle cose non sottostando sempre e solo alle regole del mercato e del prezzo. Partendo proprio dai semi, origine della vita ora quanto mai monopolizzati dalle grandi multinazionali, per promuovere un messaggio di comunione con la Pacha Mama e tra di noi. E non è solo l’occasione per scambiarsi una bustina di sementi organiche –autoctone o adattate al clima- con una piantina o un libro, ma anche esperienze, conoscenze, storie per cercare di unirsi ed organizzarsi, per mettere un mattoncino alla costruzione di un mondo migliore e più umano!

Giovanna Ferrari

101_0070Giovanna Ferrari ha 29 anni ed è nata a Padova. Si è laureata  in cooperazione allo sviluppo e ha vissuto in Venezuela tre anni. In questo paese, camminando con la gente dei barrios di Guayana, ha imparato che un passo alla volta e condividendo gli  sforzi si può dare il proprio contributo per un mondo migliore. Ora sta provando a portare avanti il suo impegno in Italia

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