21
Dic

Benefit corporation anche in Italia: il for- profit che fa la differenza.

A Benefit Corporation (B-corp) is a company whose innovative feature is its dual purpose: the division of profits and the pursuit of a social purpose; it acts then both in the interest of its members and the community. The social purpose is therefore included in for-profit enterprises, seen as a benefit for the workers, the environment and the society. The b-corp model, originated and spread in the Usa between 2006 and 2014 by the NGO B-lab, was intended to give birth to a new economic sector that through the power of private enterprises could create value for the society; so after developing an innovative standard for assessing the social impact of companies, and a certification system, the establishment of the legal form of benefit corporation was introduced. In Italy there are already 9 certified b-corp, which can then choose whether to take the legal form. This model, that could disrupt the capitalistic framework, enables all economic and social actors to operate proactively in favor of communities and to become responsible actors of local and global development.

Con l’approvazione della legge di Stabilità l’Italia si candida ufficialmente a diventare il primo paese Europeo (secondo nel mondo dopo gli Stati Uniti) a introdurre nel proprio ordinamento la forma giuridica della società benefit. Autore del Disegno di Legge- incluso nella legge di stabilità – è il Senatore Mauro Del Barba per il quale l’obiettivo è quello “di fornire al nostro Paese uno strumento innovativo, all’avanguardia, che cambi la natura stessa delle imprese e aiuti a modificarne, fin nel Dna, il loro comportamento sociale”.

Ma cosa è una società benefit o – in inglese-una Benefit Corporation (b-Corp)?

Partiamo dalla definizione del nostro ordinamento: le società benefit sono società che “nell’esercizio di una attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse” (Art. 1 – DDL n.1882).

La benefit corporation è, cioè, un’impresa come tutte le altre che si pone, però, un duplice fine aziendale: agire nell’interesse dei propri soci o azionisti e, in egual misura, nell’interesse della comunità e del sistema in cui opera.

L’innovazione consiste, quindi, nell’includere nelle finalità dell’impresa for profit la dimensione sociale intesa come beneficio prodotto verso la società, l’ambiente, i lavoratori e le generazioni future.

Ciò rappresenta, di fatto, una terza via che supera la classica dinamica tra imprese for-profit e no-profit.

Non si tratta di una mediazione, ma di un vero e proprio modello alternativo che si propone di scardinare il presente quadro economico capitalistico dal punto di vista ideologico e pratico puntando su una doppia sostenibilità: quella privata (la sostenibilità dell’impresa) e quella generale (sostenibilità dell’ambiente in cui opera l’impresa).

Infatti, se da una lato abbiamo:

  1. le imprese tradizionali che accolgono nella loro stategia i principi di responsabilità sociale sulla base del modello “l’impresa toglie, l’impresa restituisce”, ma restano comunque concentrate sul perseguimento del fine economico,

e dall’altra abbiamo:

  1. le organizzazioni no-profit dove la prevalenza dell’impatto sociale mette spesso a rischio la sostenibilità economica del scopo sociale,

nel modello delle B-corp il fine sociale non ha valenza compensativa o riparatoria, ma è parte integrante del valore dell’impresa che rimane, però, una impresa for-profit a tutti gli effetti e, quindi, orientata alla competitività economica. Ciò viene sancito nello statuto stesso dell’organizzazione rendendo l’impresa legalmente vincolata a perseguire delle finalità economiche e sociali.

In uno slogan: “non tutti gli imprenditori devono essere sociali per fare la differenza”.

L’Italia, come detto in precedenza, diventa il secondo paese al mondo a riconoscere le B-corp.

Il concetto e il modello di B- Corp nasce negli Stati Uniti e lì si afferma tra il 2006 e il 2014 ad opera della ONG B Lab fondata da Coen Gilbert, Bart Houlahan e Andrew Kassoy.

L’obiettivo di B Lab è quello di “far nascere un nuovo settore economico in grado di usare la forza delle imprese private per creare valore per la società”.

Per raggiungere questo scopo i tre soci iniziarono elaborando uno standard innovativo per la valutazione aziendale, il GIIRS (Global Impact Investing Rating System) utile a definire se un’azienda for – profit potesse essere certificata come impresa ad alto impatto sociale o ambientale ovvero strategicamente orientate alla creazione di valore collettivo.

Inoltre, i tre soci, integrarono il loro lavoro con azioni complementari che puntavano a stimolare la nascita di una community di scambio e incontro tra le b-Corp certificate e lo sviluppo di un contesto legislativo idoneo per l’affermazione di questo nuovo modello.

A seguito del riscontro ottenuto dal sistema di certificazione promosso da B Lab – Certified B Corp™- nel 2010 il legislatore del Maryland, seguito successivamente da altri Stati Americani- ha introdotto la nuova forma giuridica di Benefit Corporation.

Si tratta, quindi di due percorsi che si son mossi in parallelo: da una parte l’adesione volontaria ad una certificazione, dall’altra la presenza di una nuova forma giuridica for benefit.

Attualmente, in Italia, ci troviamo in un momento di passaggio in cui:

  • Esistono già 9 B-corp italiane Certified B Corp™ e quindi il percorso della certificazione è operativo (Nativa Lab, Equilibrium, Tridom, Fratelli Carli, D-Orbit, Littel Genius International, Mondora, Habitec-Distretto tecnologico trentino, Dermophisiologic);
  • E adesso queste come altre imprese potranno scegliere se adottare la nuova forma giuridica di società for benefit.

Disegnato il contesto, resta da capire se il territorio e gli imprenditori italiani vorranno recepire questa innovazione che più che in una questione giuridica si traduce in un cambio di paradigma del loro agire economico. Si tratta certo di una innovazione importante che si allinea con il fermento e la voglia – necessità di cambiamento che si registra nel nostro Paese (e non solo) davanti ad un attuale modello economico e sociale che manifesta sempre di più i suoi affanni e le sue criticità. Parte di questo processo/rivoluzione potrebbe essere anche la Riforma del Terzo Settore ormai da più di un anno in discussione in Parlamento.

L’elemento portante – e che maggiormente entusiasma – del modello delle Benefit Corporation è quello di includere in un cambiamento di sistema gli enti for-profit. Per fare la differenza non è necessario operare in settori specifici o rinunciare ai dividendi. Tutti gli attori economici e sociali sono messi in grado di operare in modo proattivo e attento nei confronti delle comunità in cui operano, incentivati a diventare attori responsabili dello sviluppo locale e globale.

Come dichiara Yvon Chouinard, fondatore di Patagonia, la prima grande azienda a trasformarsi in Benefit Corporation nel 2011: “Tra cinque o dieci anni guardando indietro diremo: questo è stato l’inizio di una rivoluzione perché il paradigma esistente non funziona più. Questo è il futuro”.

602655_4366659639149_1406266577_n

Maria Felicia Gemelli. Laureata in Scienze Politiche.

Attualmente consulente per lo sviluppo imprenditoriale e appassionata di processi di innovazione sociale.

Motto guida: “saper leggere il libro del mondo con parole cangianti e nessuna scrittura”

 

 

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo non sarà pubblicato. I campi richiesti sono contrassegnati*

MEET ME

MEET Project Società Cooperativa Sociale a r.l.

Sede legale: Piazza Montenero II trav. n.2 – 88100 Catanzaro (CZ)

P.IVA/C.F.: 03537920799

Per info:

email: amministrazione@meetproject.org

PEC: meetprojectsociale@pec.it

  T. +39 328 7339483