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La Cooperazione in Europa – I parte

The 2015 has been the European Year of Development, the same year when the world expected to reach the Millennium Goals. The article is the first in a series of papers based on the topic of Cooperation; today the topic is treated focusing on the several European programmes funding the different type of cooperation. The main group of EU programmes for cooperation lay under the INTERREG programme.

Il primo articolo del nuovo anno è dedicato a una tematica di particolare interesse per MEET Project, si parla infatti di cooperazione, ci piace partire legandoci ancora per un momento all’anno appena trascorso. Il 2015, è stato infatti l’Anno Europeo dello Sviluppo (https://europa.eu/eyd2015/it), centrato sull’Azione Esterna dell’Unione Europea e sul ruolo dell’UE nel mondo.

L’anniversario festeggiato nel 2015 non è casuale, infatti proprio quest’anno costituisce il termine entro il quale i vari paesi del mondo avevano concordato di raggiungere gli obiettivi del millennio (ad esempio: dimezzare la povertà estrema; arrestare la diffusione dell’HIV/AIDS; garantire ai bambini un’istruzione primaria etc.). Se questi siano stati raggiunti o no e in quale misura, sarà tuttavia oggetto di una successiva trattazione.

Il tema della cooperazione può essere, infatti, trattato da diversi punti di vista, noi cercheremo nel tempo di inquadrarli un po’ tutti quanti, a partire dalla lente che useremo oggi, quella della programmazione Europea in termini di fondi destinati ad azioni di cooperazione in senso ampio.

È importante innanzitutto definire chi si occupa della tematica a livello istituzionale e operativo, in questo caso è la Direzione Generale per la Cooperazione Internazionale e lo Sviluppo (https://ec.europa.eu/europeaid/), che rappresenta l’organismo responsabile della progettazione delle politiche europee di cooperazione internazionale e sviluppo e della distribuzione degli aiuti in tutto il mondo.

Inoltre, occorre specificare che, quando si parla di cooperazione non bisogna esclusivamente fermarsi al classico luogo comune dei fondi destinati agli aiuti umanitari; a livello europeo la composizione dei programmi per la cooperazione è molto articolata e affonda le proprie radici all’inizio degli anni ’90.

Infatti, 25 anni fa nasceva la prima iniziativa della Comunità Europea per la cooperazione fra paesi membri (INTERREG), finalizzata a trovare soluzioni condivise in tema di salute, ricerca ed educazione, trasporti e energie sostenibili. Il programma ha mantenuto la sua forma di iniziativa comunitaria dal 1990 al 1999 quando si concluse INTERREG II, per poi essere integrato nel regolamento dei fondi strutturali nei periodi 2000-2006 (INTERREG III) e 2007-2013 (INTERREG IV), fino ad aver un proprio regolamento nell’attuale programmazione 2014-2020 (INTERREG V). Nel 2015, nel giorno che l’UE dedica ogni anno alla Cooperazione, il 21 settembre (http://www.ecday.eu), INTERREG ha festeggiato i suoi primi 25 anni di storia.

Il programma, finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), ha l’obiettivo di favorire uno sviluppo economico, sociale e territoriale armonico dei paesi dell’UE, a diversi livelli d’intervento; si compone, infatti, di 3 sottoprogrammi: transfrontaliero (INTERREG A), transnazionale (INTERREG B) e interregionale (INTERREG C).

L’attuale INTERREG V con un budget di 10.1 miliardi di Euro è così suddiviso:

  • 60 programmi cross-border – Interreg V-A, lungo 38 confini interni dell’UE. Contributo FESR: EUR 6.6 miliardi.
  • 12 programmi IPA transfrontalieri: Instrument for Pre-Accession and European Neighborhood Instrument
  • 16 programmi ENI transfrontalieri (strumento europeo di vicinato): International Cooperation and Development
  • 15 Transnazionali – Interreg V-B, che copre un’area più ampia di cooperazione come quella del Mar Baltico, Alpi e regioni Mediterranee. Contributo FESR: EUR 2.1 miliardi.
  • Il programma interregionale di cooperazione INTERREG Europe, e 3 programmi di rete (Urbact III, Interact III e ESPON) coprono tutti i 28 Stati Membri dell’UE. Questi rappresentano un quadro per gli scambi di esperienze fra organizzazioni regionali e locali nei differenti paesi. Contributo FESR: EUR 500 miliardi.

INTERREG V è strutturato per rispondere alle undici priorità dell’UE di seguito indicate e ogni programma deve rispondere al massimo a 4 obiettivi tematici:

  • Ricerca e Innovazione
  • ICT
  • Competitività delle PMI
  • Economia a bassa emissione di carbone
  • Lotta al cambiamento climatico
  • Efficienza delle risorse e ambiente
  • Trasporti sostenibili
  • Impiego e mobilità
  • Inclusione sociale
  • Migliore educazione e formazione
  • Migliore amministrazione pubblica.

Tuttavia, INTERREG non è l’unico programma che nella galassia della programmazione europea si occupa di cooperazione, ne esistono diversi, di differente complessità e destinati a promuovere la cooperazione in vari settori, da quello economico, passando per gli aiuti internazionali, alla cooperazione fra imprese, fino alla cooperazione in tema di cultura e fra autorità locali e organizzazioni del settore privato no-profit.

La cooperazione in materia di cultura in particolare sta acquisendo una crescente importanza soprattutto grazie ai fondi stanziati dal programma Europa Creativa (http://cultura.cedesk.beniculturali.it/europa-creativa.aspx), che ingloba al suo interno i vecchi programmi Cultura e Media e dispone per il settennato 2014-2020 di un budget di 1,46 miliardi di Euro. Fra i suoi obiettivi specifici, c’è proprio quello di “supportare la cooperazione politica transnazionale al fine di favorire innovazione, policy development, audience building e nuovi modelli di business”.

Europa Creativa sostiene fra le altre cose due tipi di progetti di cooperazione: su piccola scala composti da almeno 3 partner provenienti da 3 diversi paesi partecipanti al programma e legalmente riconosciuti da almeno 2 anni. Il cofinanziamento massimo dell’UE è di 200.000 Euro per massimo il 60% dei costi eleggibili del progetto, per una durata massima di 48 mesi. Mentre, i progetti di cooperazione su larga scala prevedono la partecipazione di almeno 5 partner da 5 diversi paesi partecipanti al programma, un cofinanziamento massimo di 2 Milioni di Euro per il 50% dei costi eleggibili, per una durata massima di 48 mesi.

Per concludere la panoramica sui programmi europei che si occupano di cooperazione è possibile citare il programma Europa per i Cittadini (http://www.europacittadini.it), il cui obiettivo è di avvicinare i cittadini europei all’Unione, colmando la distanza che spesso è avvertita. Il budget totale del programma per il periodo 2014-2020 è di 186 milioni di Euro.

Dal 2016 la responsabilità riguardo l’attuazione del programma è della DG Immigrazione, che ha fissato delle priorità pluriennali molto focalizzate nell’affrontare le tematiche dell’integrazione dei migranti provenienti dai paesi terzi all’interno dell’Unione Europea. Europa per i Cittadini, seppure con una complessità e una dotazione finanziaria inferiori rispetto agli altri programmi già citati, rappresenta un valido punto di avvio per progetti di cooperazione di più ampio respiro, non solo per le associazioni e le varie organizzazioni private eleggibili, ma anche per gli enti pubblici. In particolare per i Comuni e le associazioni di Comuni che hanno la possibilità attraverso i “gemellaggi” e le “reti di città” di iniziare a costruire partenariati internazionali e di crescere in termini di capacità di relazione e di gestione di progetti transnazionali che poi potranno sfruttare su scala più ampia e con obiettivi più ambiziosi.

 

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