11
Apr

Come dalla somma di due problemi, si può ottenere una soluzione: COOPERATIVA LA PARANZA

Rione Sanità, in Naples, is a neighborhood known for preserving an historical and artistic heritage of great value but, as so often happen, left in oblivion. A group of young people of the place, who participated in the community life of the parish and unfortunately did not have jobs decided, after the arrival of the priest Antonio Loffredo, to find a solution to both problems, creating the cooperative La Paranza; their dream was to create jobs through the enhancement of the historical- artistic heritage, and that the use could also become the means to guard spaces. This generated a number of positive effects, such as the spread of the sense of belonging to the neighborhood and the desire to re-appropriation of public space. So these guys teach us that capacity and will together can create great changes for us and our community.

Sul sito della Cooperativa La Paranza si legge un aforisma meraviglioso, carico di una forza straordinaria “ la Speranza ha due bellissime figlie: lo Sdegno e il Coraggio. Lo Sdegno per le cose come sono e il Coraggio per cambiarle”.

La citazione di Sant’Agostino non è usata a caso. La cooperativa in questione non è una delle tante che nascono(e muoiono) ogni giorno in Italia. Perché?

Primo: nasce a Rione Sanità. Per i non napoletani, come me, il nome non significherà nulla, ma per chi conosce la città sa che è uno dei quartieri più caldi. Allo stesso tempo, il quartiere custodisce un patrimonio storico e artistico di grandissimo pregio come le catacombe di San Gaudioso e la Basilica di Santa Maria della Sanità. Ma, come spesso accade, queste risorse erano lasciate sprofondare nel dimenticatoio collettivo.

Secondo: in questo quartiere vivono molti giovani, i quali partecipano alla vita comunitaria della parrocchia, ma che purtroppo non hanno un lavoro.

Poi un giorno Don Antonio Loffredo arriva a Rione Sanità e pensa che mettendo insieme due problemi si può ottenere una soluzione. I ragazzi organizzano dei primi giri turistici amatoriali del quartiere, poi, decidono di fare un salto di qualità e costituiscono la Cooperativa La Paranza “Paranza in gergo vuol dire tante cose (…) noi l’avevamo scelto perché «paranza» in dialetto napoletano è un gruppo di amici (…) credevamo in un sogno, che si poteva creare lavoro attraverso la valorizzazione del patrimonio storico-artistico e che la fruizione potesse diventare anche lo strumento per custodire gli spazi.”  [1]

Oggi, questo sogno continua, è diventato una realtà viva. Enti importanti, come Fondazione con il Sud, hanno creduto in questo progetto che nel 2006 ha vinto un bando per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico di 500.000 euro. A questa prima vittoria ne sono seguite delle altre.

La Cooperativa La Paranza, attualmente, è formata da un team 20 persone con diverse tipologie di contratto. Questi ragazzi sono riusciti a recuperare 10522 mq di patrimonio culturale e hanno raggiunto i 68860 ingressi.

L’intento è anche quello di valorizzare le competenze locali, tanto che da questo primo nucleo, si sono create delle altre cooperative.

Da due problemi, non solo si è riusciti a trovare una soluzione, ma si è generato una serie di effetti positivi come il diffondersi del senso di appartenenza al quartiere e il desiderio di riappropriazione dello spazio pubblico.

Questi ragazzi ci insegnano che quando capacità e volontà si uniscono, possono generare grandi cambiamenti per sé e per la comunità di cui si fa parte.

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[1] Tratto da: S. Consiglio, A. Riitano, Sud innovation. Patrimonio culturale, innovazione sociale e nuova cittadinanza, FrancoAngeli Edizioni, Milano, 2015.

Viviana Gentile

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Calabrese di nascita e di ritorno per scelta. Per anni ho vissuto e amato Milano dove mi sono laureata,
ho scritto fumetti, articoli, interviste e ho divorato tutto quello che di culturale la città mi offriva.
Attratta dal sogno americano, ho trascorso tre mesi negli Stati Uniti, dove ho toccato con mano i tanti
buchi neri di quel sogno. Tornata a Sud, da mesi mi occupo di promozione culturale e progettazione
per Trame – Festival dei libri sulle mafie.

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