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Set

Architettura e paesaggio

Le città nel mondo occupano ad oggi solo il 2% della superficie terrestre, ma concentrano la metà della popolazione mondiale e usano il 75% delle risorse naturali mondiali (UNEP, 2009). Si stima che entro il 2020 circa l’80% della popolazione europea vivrà in aree urbane (EEA, 2006). La rapida urbanizzazione del territorio rappresenta un fattore di pressione per le risorse naturali delle città contemporanee. Sempre maggiore è la necessità di realizzare un ambiente di vita atto a soddisfare le mutevoli esigenze dell’uomo e di adeguarsi ai relativi cambiamenti dell’ambiente, mediante l’uso di sistemi flessibili, reversibili ed assolutamente ecocompatibili, facendo ricorso alle risorse disponibili e reinseribili nei cicli di vita naturali.

The issue of how to design and take care of the urban vegetation in open public spaces has become a main aspect of contemporary design of the cities. Urban vegetation is a primary component of urban redefinition as it performs ecological, social, cultural and aesthetic functions. The open public spaces connected with the urban web become new places of urban community, as in the case of urban parks; from the environmental point of view, the presence of plants helps improving the local air quality and ensures the absorption of polluting substances; if appropriately designed, green areas can also have an important role in increasing urban biodiversity, promoting the awareness of users so that they can understand how to protect and develop the resources in the area. Vegetation can make cities as innovation hub, with the purpose of strengthening the vocation in the field of sustainable planning: the renewal of an aesthetic and productive feeling among citizens, that fights the decay of sensitivity, is the requirement to design and manage the urban vegetation system.

La presenza di aree verdi urbane e peri-urbane, con la biodiversità ad esse associata, è un indicatore fondamentale per monitorare, migliorare e valutare la qualità della vita delle città contemporanee, sempre più estese ed urbanizzate.
Al modificarsi della forma delle città e del loro contesto tecnologico e sociale, è cambiata anche la cultura del verde e della sua progettazione.
La dilatazione del campo di interessi del paesaggio, così come emerso nel lungo dibattito introdotto dalla Convenzione Europea del Paesaggio (Firenze 2000) viene messa alla prova nel tentativo di guardare alla città dal punto di vista del paesaggio e viceversa, ne scaturisce un rapporto innovativo con la natura ridisegnata.

Il linguaggio dell’architettura contemporanea ad esempio si è arricchito, nella composizione, di elementi vegetazionali. Il tema progettuale maggiormente rilevante del rapporto tra architettura e paesaggio per la riqualificazione dell’ambiente riguarda gli Spazi pubblici aperti ovvero << spazi aperti, più o meno grandi, in connessione con il tessuto urbano, che abbiano assunto, una volta consolidati, il ruolo di nuovi luoghi del collettivo urbano, acquisendo le valenze che la piazza ha sempre avuto nella storia dell’architettura e della città.>> 1 . Tra questi spazi, i Parchi Urbani ne rappresentano una parte integrante e privilegiata.
Il privilegio sta nel rapporto con la natura, anche se artefatta dall’uomo.

La vegetazione urbana e peri-urbana assolve molteplici funzioni di natura ambientale, sociale, ecologica, culturale economica ed estetica che ne fanno una delle componenti fondamentali della riqualificazione urbana.
La presenza delle piante oltre a favorire miglioramenti della qualità dell’aria a livello locale, influenza il microclima, garantisce l’assorbimento delle sostanze inquinanti (ozono, ossidi di azoto) attraverso l’area fogliare e gli stomi. Opportunamente progettati gli spazi verdi possono ricreare habitat e nicchie ecologiche assenti e avere un ruolo di grande rilievo nel completamento di reti ecologiche territoriali al fine di incrementare la biodiversità urbana, promuovono la consapevolezza delle azioni degli utenti in modo che distinguano, osservino ed analizzino i vari aspetti del territorio, ne comprendano le caratteristiche e conoscano sempre più profondamente le modalità attraverso le quali salvaguardare e sviluppare le risorse presenti sul territorio.

La vegetazione può oggi caratterizzare le città come distretti e fulcro dell’innovazione per potenziare le proprie vocazioni nel campo del progetto sostenibile, ristabilendo un sentimento estetico dei cittadini, riflessivo, ricettivo e produttivo, che contrasti il degrado della sensibilità, oggetto primario di ogni estetica, che invita a osservare l’interazione tra le energie dei luoghi e i suoi abitanti. La presenza della vegetazione diventa quindi una scelta politica che corrisponde a un’idea di comunità e di condivisione, fondata anzitutto sul giudizio estetico, cioè su una forma di riconoscimento collettivo che ha origine nel principio di “piacere”, secondo una linea di pensiero che, da Kant, è giunta nel Novecento alle riflessioni sugli
”sfasamenti percettivi 2 di Hannah Arendt.

Il tema di come progettare e curare la componente viva e in continua evoluzione dello spazio pubblico aperto, è un aspetto fondamentale del disegno attuale della città. Gestire tale risorsa non può prescindere dalla conoscenza approfondita della stessa, che a sua volta si basa su competenze tecniche specifiche. Tale conoscenza dev’essere condivisa e diffusa attraverso la massima partecipazione di tutti i cittadini.
Per farlo è sicuramente necessario pensare in maniera più complessiva gli aspetti estetici, funzionali e gestionali del sistema vegetazionale urbano, sulla base di analisi ed elaborazioni progettuali ricche di una nuova sensibilità ambientale.

Note:
1 A. M. Ippolito, 2006. Paesaggio e architettura, in Lingua e cultura del Paesaggio, editrice donchisciotte, pp 53-62.
2 Gli sfasamenti percettivi agiscono come catalizzatori innescando reazioni impreviste ,(la reazione ad un albero abbattuto, il disagio di fronte alle azioni di disboscamento urbano, la caduta delle foglie che anticipa l’autunno e scandisce la ciclicità delle stagioni) introducono nel paesaggio dimensioni singolari fuori dal contesto che le ha originate, a volte intime perché soggettive. L’interesse per le situazioni di sfasamento consistono nel rilanciare la dinamica dell’osservazione.

Tommaso Picerno

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Laurea in Architettura del paesaggio – Università La Sapienza di Roma.

Dal 2010 mi occupo di progettazione architettonica e grafica digitale collaborando con diversi studi di architettura. Da due anni collaboro con  una società di consulenza in euro-progettazione di Roma in cui mi occupo di web design, grafica digitale e comunicazione per i progetti europei, specificamente in un progetto sulla realizzazione di Orti Urbani nell’area del Mediterraneo al fine di favorire l’inclusione sociale di fasce deboli della popolazione.

 

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