21
Set

Gli Ecomusei per il rilancio del Mezzogiorno

In una panoramica sul patrimonio culturale del Mezzogiorno è inevitabile accorgersi degli aspetti positivi e quelli, purtroppo più evidenti, negativi della gestione e della valorizzazione dei beni culturali. Poco è stato fatto ma il desiderio di cambiamento, soprattutto nei giovani che vivono e amano la propria terra, comincia a farsi prepotentemente strada tra l’indifferenza e l’incuria che sembrano caratterizzare la maggior parte della cittadinanza.

The Eco-museum is a participated practice of development of the cultural heritage. This project can be implemented by individuals, but can also be created on the basis of specific regional laws; many regions in Italy are already provided with a legislation about it. In the system of the Eco-museums local communities are engaged in taking care of their land, expressing their engagement in sustainable development. Community includes not only the institutions but also the citizens who have to be involved in protecting and increasing the value of their cultural heritage. And land is meant not only physically but also as the history of people who live or lived there. Some regions in the South of Italy, like Calabria and Sicily, where the cultural heritage is mismanaged and a big potential is still unexploited, should be included in the system of the Eco-museums to make the historical and artistic heritage as a connection factor between people and their land.

Sarebbe quindi interessante la proposta di inserire molte realtà del Mezzogiorno all’interno del progetto per gli ecomusei: L’Ecomuseo è una pratica partecipata di valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, elaborata e sviluppata da un soggetto organizzato, espressione di una comunità locale nella prospettiva dello sviluppo sostenibile.
Le esperienze ecomuseali in Italia sono numerose e spesso molto diversificate, anche per le divergenze interpretative da parte dei soggetti promotori; inoltre, accanto ad iniziative isolate, esistono reti di ecomusei, in fase di espansione, realizzati sulla base di leggi regionali specifiche. Il Piemonte è stata la prima regione a dotarsi di uno strumento normativo in materia (L.R. 31/95), seguita dalla Provincia autonoma di Trento (L.P. 13/2000), la Sardegna (L.R. 14/2006), il Friuli Venezia Giulia (L.R.10/2006), la Lombardia (L.R. 13/2007), l’Umbria (L.R. 34/2007), il Molise (L.R. 11/2008) e la Puglia (L.R. 15/2011).

Questo, in sostanza, potrebbe rappresentare un buon punto di partenza per il rilancio e lo sviluppo del nostro patrimonio culturale, in quanto un ecomuseo si occupa essenzialmente di patrimonio, territorio e popolazione. La definizione sulla quale lavora il Laboratorio Ecomusei è quella di un patto con il quale una comunità si impegna a prendersi cura di un territorio: in questo senso la “comunità” comprende non solo le istituzioni, il cui ruolo propulsivo è importantissimo, ma anche i cittadini, che devono essere coinvolti nel conservare e saper utilizzare, per l’oggi e per il futuro, il proprio patrimonio culturale in modo da aumentarne il valore anzichè consumarlo. Anche il territorio viene inteso non solo in senso fisico, ma anche come storia della popolazione che ci vive e dei segni materiali e immateriali lasciati da coloro che lo hanno abitato in passato.

Il Meridione, Calabria e Sicilia in particolare, ha un grosso potenziale inutilizzato e malgestito, la cui valorizzazione potrebbe inserirlo in una rotta culturale e artistica maggiore in Italia e in Europa, creando al contempo nuovi posti di lavoro ma soprattutto una nuova coscienza cittadina, che vedrebbe nel suo patrimonio storico-artistico un importante fattore di coesione e sviluppo tra la popolazione e il suo territorio.

Daria Portale

daria-portale

Laureata all’Università della Tuscia di Viterbo nel 2009 in Archeologia Medievale.
Ho partecipato come archeologa a vari scavi archeologici, tra cui Pompei, Siena e Arezzo. Operatrice didattica e guida presso il Parco di Villa Gregoriana a Tivoli, ho collaborato per anni con alcune associazioni culturali di Roma e Viterbo, ideando e conducendo itinerari storico- artistici, manifestazioni culturali e scrivendo articoli di arte e archeologia; dal 2002 è guida volontaria e collaboratrice per il FAI-Fondo Ambiente Italiano.
La mia grande passione è trasmettere – a chi vi abita e a chi vi transita- il mio amore per l’arte e l’archeologia
in tutte le sue espressioni e sfumature, con un occhio particolare verso il degrado e l’abbandono dei beni culturali di Roma e d’Italia.

14total visits,1visits today

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo non sarà pubblicato. I campi richiesti sono contrassegnati*

Contatti

MEET Project Società Cooperativa Sociale a r.l.

Sede legale: Piazza Montenero II trav. n.2 – 88100 Catanzaro (CZ)

P.IVA/C.F.: 03537920799

Per info:

email: amministrazione@meetproject.org

PEC: meetprojectsociale@pec.it

  T. +39 328 7339483

 

14total visits,1visits today