3
Ago

LOTTARE IN DIFESA DELLA VITA: PRATICHE DI PRODUZIONE DI SEMI LOCALI

Nel corso della sua evoluzione, l’umanità si è nutrita di più di 80.000 piante commestibili ma oggi dipende da otto coltivazioni per produrre i ¾ degli alimenti mondiali. L’impegno delle organizzazioni contadine nelle pratiche di produzione e scambio di semi locali restituisce i semi alle comunità e riafferma la sovranità alimentare dei popoli.

Sono considerati “semi locali” i semi piantati in un certo luogo con continuità, noti almeno con un nome proprio e tramandati di generazione in generazione per consuetudine familiare o comunitaria (Ciccarese). Con la Rivoluzione Verde le pratiche contadine di produzione e miglioramento di semi locali sono state soppiantate dall’acquisto di semi ibridi. Questi, pur presentando un maggior vigore, non sono in grado di trasmetterlo alla generazione successiva; inoltre, per mantenere un buon livello di produzione, esigono massicce dosi di input, come l’irrigazione e i fertilizzanti chimici.

Tra le conseguenze più significative dell’imposizione dei semi ibridi, si registra una crescente dipendenza dal mercato da parte delle comunità contadine e un impoverimento della dieta alimentare della popolazione mondiale. Se l’umanità, nel corso della sua evoluzione, si è nutrita di più di 80.000 piante commestibili (delle quali 3.000 sono state consumate in maniera costante), oggi dipende da otto coltivazioni per produrre i ¾ degli alimenti mondiali (Shiva).

Preoccupati da questa significativa perdita della biodiversità e dai rischi che essa pone alla sovranità alimentare dei popoli, organizzazioni contadine di tutto il mondo affermano la necessità di restituire i semi alle comunità, riattivando o rafforzando le pratiche di scambio e autoproduzione di semi locali.

Negli ultimi anni, nell’ambito della lotta per l’agroecologia, il Movimento delle Donne Contadine del Brasile ha rilanciato pratiche di produzione e scambio di semi locali, che hanno permesso di recuperare diverse varietà locali che erano andate perdute. Ogni attività del movimento ha inizio con un’esposizione dei semi nativi e si conclude con un momento di scambio. L’impegno delle donne nella produzione di semi non è tanto finalizzato a valorizzare pratiche tradizionalmente femminili o a riaffermare l’attitudine femminile per le attività di cura. Piuttosto ricolloca al centro “il lavoro necessario alla vita” (Libreria delle Donne di Milano) disprezzato e cancellato dal sistema neoliberista dominante.
Mariateresa Muraca

muraca

Calabrese per scelta e nomade per vocazione, ho conseguito un dottorato di ricerca in Scienze Umane presso l’Università di Verona e l’Università Federale di Santa Catarina (in Brasile).
Sono attivista e studiosa di movimenti sociali. In particolare, negli ultimi anni, mi sono occupata
di movimenti femministi e contadini.

350total visits,1visits today

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo non sarà pubblicato. I campi richiesti sono contrassegnati*

Contatti

MEET Project Società Cooperativa Sociale a r.l.

Sede legale: Piazza Montenero II trav. n.2 – 88100 Catanzaro (CZ)

P.IVA/C.F.: 03537920799

Per info:

email: amministrazione@meetproject.org

PEC: meetprojectsociale@pec.it

  T. +39 328 7339483

 

350total visits,1visits today